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Chi è Emmanuel Lévinas

LA SCUOLA PROVINCIALE PER LE PROFESSIONI SOCIALI  “E. Lévinas”
La scuola provinciale per le professioni sociali è l’organizzazione della Provincia Autonoma di Bolzano caratterizzata come centro specializzato e dedicato alla formazione e aggiornamento delle diverse figure professionali che operano a diversi livelli e responsabilità  nei servizi di cura ed assistenza  alle persone in stato di disagio e non, nei settori dell’handicap, del disagio psichico, degli anziani, dei minori, all’interno dei servizi socio assistenziali, sociosanitari, socio-educativi ed educativi.
Dal prossimo anno scolastico la struttura si trasferirà nella nuova sede sull’area ex Mignone, lungo via Claudia Augusta, ed assumerà il nome di un grande filosofo dell’Alterità, Emmanuel Lévinas, presentato brevemente nel box sottostante.

Chi è Emmanuel Lévinas, filosofo dell’Alterità?
Nato nel 1905 in Lituania da genitori ebrei Emmanuel Lévinas si trasferì in Francia dove rimase per il resto della vita (+ 1995). Ha elaborato un proprio pensiero originale che lo ha portato ad essere considerato uno dei filosofi più importanti dei nostri tempi. Partendo dalla considerazione che la filosofia occidentale è stata dominata dalla riflessione sull’essere egli sposta la prospettiva speculativa sull’etica e sull’Altro perché: “il nostro rapporto col mondo, prima ancora di essere un rapporto con le cose, è un rapporto con l'Altro”. Egli afferma che siamo sempre debitori all’altro perché l’Altro ci da la nostra identità. Ciascuno di noi ritrova se stesso in quanto scopre l’Altro. La diversità dell’Altro, se accolta, ci genera alla verità di noi stessi, se rifiutata evidenzia una condizione di alienazione. Secondo Lévinas dobbiamo incontrare l’Altro non dove è uguale a noi ma dove è diverso, perché solo nella diversità incontriamo veramente l’Altro. Lévinas sostiene, inoltre, che “l’uomo esiste in quanto si relaziona con gli altri”. Il rapporto di ciascuna persona con gli altri si fonda sulla responsabilità senza reciprocità e dunque essa può essere accolta o rifiutata, perché l'inverso compete solamente all’altra persona. Ma Lévinas va oltre il concetto di responsabilità ed afferma che: "se noi fossimo stati in due, nella storia del mondo ci saremmo fermati all'idea di responsabilità, ma dal momento in cui ci si trova in tre, si pone il problema del rapporto tra il secondo ed il terzo. Alla carità iniziale si aggiunge una preoccupazione di giustizia e quindi l'esigenza dello Stato, della politica. La giustizia è una carità più completa ." Il pensiero di Lévinas sull′Altro rappresenta anche uno dei fondamenti teorici del multiculturalismo attuale, indica, cioè, una visione nuova e diversa della relazioni  fra le persone e fra le culture: come rapporti fra diversi, che come tali vanno riconosciuti e valorizzati. Solo attraverso questo riconoscimento è possibile attivare una comunicazione autentica fra le culture, senza affermazioni egemoniche di una sull′altra.

I volti nel logo della scuola per le professioni sociali “E. Lévinas”

Il volto, secondo Lévinas, è la manifestazione concreta e immediata dell’Altro e della sua trascendenza. Il volto ci trascende e possiede un senso autonomo, non dipendente dalla nostra soggettività. Secondo Lévinas il volto è “traccia dell’infinito”. L’Altro infatti viene inserito sempre in un contesto ben definito, ma il volto costituisce un elemento di esso che trascende la finitezza del contesto e che pertanto rinvia all’infinito.
 “L'Altro uomo non mi è indifferente, l'Altro uomo mi concerne, mi riguarda nei due sensi della parola "riguardare". In francese si dice che "mi riguarda" qualcosa di cui mi occupo, ma "regarder" significa anche "guardare in faccia" qualcosa, per prenderla in considerazione. Io chiamo appunto questa "apparizione" dell'Altro, il volto umano”.